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parlar · parlare

Parlare catalano, e non solo capirlo

Chi parla italiano capisce parecchio catalano senza averlo studiato e, tuttavia, non osa dire una frase. Questa pagina racconta come si pratica proprio quella parte.

Le 39 lezioni, con come si ascolta, si dice e si scrive ognuna.

Perché costa parlarlo

Capire è riconoscere e parlare è ricordare, e la somiglianza con l'italiano, e con lo spagnolo per chi lo conosce, aiuta molto nel primo e poco nel secondo. Quando apri la bocca esce la parola italiana o spagnola, o quella catalana con le vocali sbagliate.

I suoni che tradiscono di più sono pochi e si possono imparare: la vocale neutra di «casa» e «pare», la differenza tra vocali aperte e chiuse, la «ll», la «x» che suona come «sc», la esse sonora. Per questo ogni frase del corso porta scritto come suona.

La pronuncia che si insegna è quella del catalano centrale, che è quella delle voci catalane dei telefoni e dei computer.

Le lezioni, livello per livello

Queste sono quelle vere, prese dall'app, con la prima frase di ognuna.

A1 A1 · Iniziale

  1. Hola Saluti e presentazioni — Bon dia 8 frasi
  2. 1, 2, 3 Numeri ed età — Quants anys tens? 8 frasi
  3. quarts L'ora e i giorni — Quina hora és? 8 frasi
  4. mare La famiglia — Tens germans? 8 frasi
  5. cafè Al bar — Què vols prendre? 8 frasi
  6. preu A fare spese — Quant costa això? 8 frasi
  7. on és? In città — Perdona, on és l'estació? 8 frasi
  8. casa La casa — Comparteixo pis amb dos amics 8 frasi
  9. plou Il tempo — Quin temps fa avui? 8 frasi
  10. feina Lavoro e studi — A què et dediques? 8 frasi
  11. m'agrada Quello che ti piace — M'agrada molt cuinar 8 frasi
  12. digui Al telefono — Digui? 8 frasi

A2 A2 · Base

  1. menú Al ristorante — He reservat una taula a nom de Puig 8 frasi
  2. metge Dal medico — Vull demanar hora amb el metge 8 frasi
  3. tren Treno, metro e autobus — Quina línia de metro va a Sants? 8 frasi
  4. dissabte Programmi per il fine settimana — Què faràs aquest cap de setmana? 8 frasi
  5. ahir Raccontare cosa hai fatto — Què vas fer ahir? 8 frasi
  6. mercat Al mercato — Qui és l'últim? 8 frasi
  7. hotel In albergo — Tinc una habitació reservada a nom de Serra 8 frasi
  8. talla Vestiti e taglie — Quina talla fas? 8 frasi
  9. festa Feste: Sant Jordi, Sant Joan e la Mercè — Per Sant Jordi regalem llibres i roses 8 frasi
  10. pis Cercare casa — Busco un pis de lloguer a Gràcia 8 frasi

B1 B1 · Elementare

  1. crec Dare la tua opinione — Crec que tens raó 8 frasi
  2. CV Un colloquio di lavoro — Per què li agradaria treballar amb nosaltres? 8 frasi
  3. queixa Lamentarsi e reclamare — Voldria parlar amb el responsable, si us plau 8 frasi
  4. salut Salute e abitudini — Hauries de dormir més i mirar menys el mòbil 8 frasi
  5. viatge Viaggi ed esperienze — Has estat mai a Menorca? 8 frasi
  6. quedem? Darsi appuntamento e cambiare programma — Quedem dissabte per fer un cafè? 8 frasi
  7. tràmit Pratiche: comune e banca — Vinc a empadronar-me: quins papers he de portar? 8 frasi
  8. veí Con i vicini — Perdona, que et podria demanar una mica de sal? 8 frasi
  9. notícia Commentare le notizie — Has vist el que ha passat a València? 8 frasi

B2 B2 · Intermedio

  1. debat Discutere e precisare — Tot i que t'entenc, jo ho veig d'una altra manera 8 frasi
  2. reunió Una riunione di lavoro — Comencem, que anem justos de temps 8 frasi
  3. consell Consigliare e raccomandare — Jo que tu, ho consultaria amb un advocat 8 frasi
  4. cor Sentimenti ed emozioni — Em fa molta il·lusió que vinguis a la boda 8 frasi
  5. si fos Ipotesi: se potessi… — Si tingués més temps, aprendria a tocar la guitarra 8 frasi
  6. ostres Espressioni colloquiali — Ostres, quina calor que fa avui 8 frasi
  7. castells Cultura: libri, teatro e castells — Aquest cap de setmana hi ha castells a la plaça 8 frasi
  8. vostè Parlare e scrivere in modo formale — Benvolgut senyor Puig: 8 frasi

Dal capire al dire

Capire non è poterlo dire

Chi parla italiano capisce parecchio catalano scritto senza averlo studiato, e ancora di più se conosce lo spagnolo, e questo inganna: dà la sensazione di sapere più di quanto si sa. Riconoscere una parola leggendola è facile quando somiglia; ricordarla nel momento di parlare, con il suo genere, la sua preposizione e la sua pronuncia, è un'altra cosa. Per questo la pratica che serve è quella che obbliga a produrre: dire la frase senza vederla, scriverla a memoria, rispondere senza avere davanti delle opzioni tra cui scegliere.

La distanza tra quello che si capisce e quello che si dice si chiude con la ripetizione, non con altra teoria. Una frase detta ad alta voce molte volte, in giorni diversi, resta disponibile per usarla; una frase letta molte volte, solo per riconoscerla. Le lezioni di questo corso sono pensate così: frasi di una situazione concreta che prima si sentono, poi si dicono e alla fine si scrivono, e che tornano nel ripasso proprio quando cominciano a dimenticarsi.

La pronuncia che tradisce di più

Non serve suonare come uno di Barcelona perché ti capiscano, ma ci sono pochi suoni che, detti all'italiana o alla spagnola, cambiano le parole o suonano strani. Il primo è la vocale neutra: la «a» e la «e» senza accento non si pronunciano chiare, ma spente. Il secondo, la «o» senza accento, che suona «u». Poi vengono le vocali aperte, la «ll», la «x» di «caixa», che suona «sc», la «j» di «jove», che suona come la francese, e la esse sonora di «casa».

Conta anche quello che non si dice. Nel catalano centrale la «r» finale degli infiniti non suona —«parlar» si dice «për-LA»—, e nemmeno la «t» dopo «l» o «n» a fine parola, come in «molt» o «Sant Jordi». E le parole si legano: la «s» finale vibra se la seguente comincia per vocale, come in «els amics». Per questo ogni frase delle lezioni porta scritto come suona intera, e non parola per parola, in una trascrizione o in alfabeto fonetico.

Come praticare quando non c'è con chi

La tecnica più utile è l'ombra, «shadowing» in inglese: ascoltare una frase e ripeterla subito dopo, attaccati all'audio, copiando il ritmo, l'intonazione e dove si spengono le vocali. Si può fare con le frasi delle lezioni, con la radio o con una serie, e non chiede nessuno davanti. All'inizio conviene farlo con la frase scritta e la sua pronuncia in vista; poi, solo a orecchio. E se l'audio va veloce, prima piano e poi alla sua velocità.

Il riconoscimento vocale aiuta come specchio: se il browser capisce la tua frase, è molto probabile che la capisca anche una persona. Non è un professore di fonetica e non giudica se una «e» è aperta o chiusa, ma coglie quello che cambia di più una frase: la parola italiana o spagnola che si infila, la sillaba che manca, la fine che si mangia. Un «quasi» significa che sei arrivato vicino, e ripeterla fino al «bene» è la pratica. Registrarsi e riascoltarsi completa quello che il browser non vede.

Parlare con la gente, il passo che costa di più

In Catalunya, nelle Illes Balears o nel País Valencià è molto comune che, notando un accento straniero, chi parla catalano cambi lingua per cortesia, passando allo spagnolo o all'inglese. È un gesto gentile che lascia senza pratica chi impara. Di solito funziona avvisare all'inizio: dire che stai imparando e chiedere che continuino in catalano, «parla'm en català, si us plau» («parlami in catalano, per favore»). La maggior parte lo apprezza e ha pazienza, e molte conversazioni cominciano proprio da lì: perché lo stai imparando e da dove vieni.

Ci sono anche programmi pensati per questo: in Catalunya, il Voluntariat per la llengua forma coppie linguistiche che mettono in contatto chi impara con un parlante per chiacchierare un po' ogni settimana. E ci sono situazioni piccole che servono da allenamento senza pressione: ordinare al mercato, salutare i vicini, rispondere al telefono. L'importante è non aspettare di parlarlo bene per cominciare a parlarlo: l'errore detto ad alta voce si corregge; quello che resta in testa, no.

Come si pratica qui

Ogni lezione si fa tre volte, in tre modi diversi, perché ognuno allena una cosa.

Ascolta

39

Suona la frase senza vederla scritta e scegli cosa significa. Anche più piano.

Parla

312

Vedi la frase in italiano, la dici e il microfono ti dice se ci sei arrivato: bene, quasi o un'altra volta.

Scrivi

La scrivi a memoria. Non contano gli accenti né le maiuscole: conta che tu la sappia dire.

Dubbi sul parlare

Cos'è la trascrizione che sta sotto ogni frase?

Un modo di scrivere come suona la frase con le lettere dell'italiano, che si legge senza imparare niente prima: la sillaba forte in maiuscolo, «sc» per la «x», «ë» per la vocale neutra. È un'approssimazione; se vuoi l'esatto, nel tuo account si cambia con l'alfabeto fonetico internazionale.

Il microfono capisce il catalano?

Lo capisce il riconoscimento vocale del browser, che in Chrome e in Safari ammette il catalano. L'app confronta quello che ha sentito con la frase che toccava ed è tollerante con le piccole cose: un «quasi» non si dà per buono, ma nemmeno per cattivo.

Quale voce legge le frasi?

La voce catalana del tuo dispositivo: l'app le chiede di leggere la frase, e suona quella che hai installata. Bisogna dirlo chiaro: oggi nessuna voce catalana gratuita è all'altezza — si sentono artificiali e sbagliano nel pronunciare. Per questo il riferimento di come si dice ogni frase è la sua pronuncia scritta, che sì è rivista, e l'audio serve per il ritmo. L'aiuto dell'app spiega come aggiungere la voce migliore che ci sia per il tuo sistema.

E se parlo baleare o valenzano?

Meglio ancora: sono catalano. Il corso insegna il centrale e avvisa dove le altre varianti lo dicono in un altro modo. Nella pratica parlata, però, quello che dici si confronta con la frase del corso, quindi lì conviene dire la forma centrale.

Quante volte bisogna ripetere ogni frase?

Quelle che servono finché non esce senza guardare, e meglio distribuite in giorni diversi che di seguito. Una frase ripetuta dieci volte in un pomeriggio si dimentica prima di una ripetuta tre volte in tre giorni. Per questo ogni lezione si fa ascoltando, parlando e scrivendo, e le sue frasi tornano poi nel ripasso del giorno.

E se il microfono non mi capisce?

Prima, le basi: che il browser abbia il permesso di usare il microfono, che non ci sia molto rumore e che tu parli a un ritmo normale, senza separare le sillabe. Se anche così non arriva, ascolta la frase più piano, fai caso alla sua pronuncia scritta e ripetila a pezzi. E se il tuo browser non riconosce il catalano, ascoltare e scrivere funzionano lo stesso.

Quali frasi si praticano?

Frasi intere di situazioni di tutti i giorni, ordinate per livello: salutare e presentarsi, ordinare al bar, andare dal medico, muoversi in treno o in metropolitana, cercare casa, lamentarsi in un negozio, un colloquio di lavoro, una riunione. Sono quelle che si dicono davvero in quelle situazioni, non esempi di grammatica, e ognuna porta la sua traduzione e la sua pronuncia.

Serve imparare l'alfabeto fonetico?

No. Di fabbrica, ogni frase porta sotto una trascrizione che si legge con le lettere dell'italiano, senza imparare niente prima. L'alfabeto fonetico internazionale è per chi già lo conosce o vuole precisione: mostra, per esempio, la «b», la «d» e la «g» più deboli tra vocali, che la trascrizione non segna. Si passa dall'una all'altro in «Il tuo account», quando vuoi.

Comincia dalla prima lezione

Si entra con Google, con Apple o con un'email e una password. Non si chiede la carta, perché non c'è niente da far pagare.

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